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Certificarsi: la risposta a un mercato del lavoro che cambia

Con la pandemia, il mondo del lavoro ha – per forza di cose – dovuto reinventarsi. Allo stesso tempo, però, con l’aumento delle assunzioni attraverso i canali virtuali, sono cresciute anche le difficoltà di molti datori di lavoro e recruiter nel riuscire a distinguere tra realtà e finzione, ritenendo che molti candidati mentano circa le proprie competenze. In questo nuovo contesto, il ruolo delle certificazioni di competenza assume sempre più importanza.

Una soluzione al problema di fiducia sulle informazioni dichiarate nei curricula proviene da LinkedIn, che con i badge digitali consente di confermare determinate competenze acquisite. L’assegnazione di un badge digitale è un atto di fiducia con cui il soggetto emittente dichiara che il destinatario ha partecipato a un corso di formazione, preso parte a un’iniziativa formativa o sviluppato una competenza; mentre per il lavoratore è uno strumento in più per farsi notare: stando infatti ai dati rilasciati dallo stesso social, gli utenti che indicano almeno una certificazione ricevono fino a 2 volte più visualizzazioni del profilo da parte dei recruiter. In generale, quindi, la certificazione di competenze è utile per far risaltare il candidato durante il processo di selezione o per avere più prospettive di crescita all’interno dell’azienda.

Ma non è solo nella ricerca del lavoro che la certificazione delle competenze si dimostra utile. I clienti, infatti, sono propensi a stabilire relazioni durature con i professionisti a cui si affidano, ma per farlo chiedono e cercano credibilità e professionalità. Certificarsi, quindi, non aggiunge soltanto valore al proprio mestiere, ma diventa un vero e proprio biglietto da visita da mostrare ai clienti, una garanzia della propria affidabilità.

Certificarsi significa acquisire una gestione più attenta, integrata e responsabile del proprio lavoro. È il traguardo finale di un percorso obbligato, alla luce degli attuali scenari che hanno portato alla nascita di nuove professioni “non organizzate” in ordini o collegi.

Tra le professioni certificabili, una di quelle che necessità di una serissima affidabilità è il valutatore immobiliare. Complice il mondo virtuale, che permette a chiunque di fissare un prezzo di un immobile, accompagnato alla scritta “vendesi”, la valutazione immobiliare è spesso una fase trascurata della compravendita. E invece per la tutela degli investitori deve avvenire in maniera precisa e trasparente, come hanno imparato a proprie spese le banche, sulle quali gravano oltre 100 miliardi dei cosiddetti Npl, non performing loans, ovvero crediti inesigibili, spesso dovuti proprio a valutazioni errate. La mission professionale del valutatore è quella di aiutare, con le sue perizie, le persone (i proprietari di immobili privati, le banche, gli investitori, i giudici…) a decidere se investire o disinvestire in un immobile. Da ciò risulta evidente come le sue decisioni (comprare, vendere, finanziare) per essere serene, debbano essere affidabili, oggettive, basate su procedimenti scientifici univoci, dati immobiliari riscontrabili, in modo da dare esito a risultati certi, condivisibili e replicabili secondo gli standard internazionali. In altre parole, le stime devono essere fatte da valutatori seri, affidabili e, naturalmente, capaci.

RICEC mette a disposizione un iter di valutazione e verifica delle competenze dei valutatori immobiliari serio e affidabile secondo la norma UNI 11558:2014. RICEC rispetto agli schemi tecnici di certificazione emessi, garantisce a tutti i clienti e a tutte le parti terze interessate, che i professionisti certificati e presenti nel suo registro sono competenti per la specifica attività professionale dichiarata. Grazie ad un approccio olistico è stata edificata una struttura che al centro del suo operato mette la società: obiettivo del lavoro di RICEC è quello di migliorarne il suo benessere. Per farlo, non si possono ignorare tutte le figure che vi operano ogni giorno, persone o organizzazioni che siano.

In uno scenario così critico, in un mondo in continua evoluzione, resilienza, desiderio di crescita e apprendimento continuo sono le risposte che un professionista deve dare nel momento in cui decide di investire su se stesso. RICEC è pronta ad accompagnarlo in questo percorso e migliorare la qualità della sua vita.

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