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1° ottobre, giornata internazionale delle persone anziane. Italia primo Paese a garantire le competenze degli assistenti familiari con la norma UNI 11766.

1° ottobre, giornata internazionale delle persone anziane. Italia primo Paese a garantire le competenze degli assistenti familiari con la norma UNI 11766.

Con la Risoluzione 25/106 del 14 dicembre 1990, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite istituiva la Giornata internazionale delle persone anziane. Il tema scelto quest’anno è: “La resilienza degli anziani in un mondo che cambia”. La composizione della popolazione mondiale è cambiata radicalmente negli ultimi decenni. Tra il 1950 e il 2010, l’aspettativa di vita nel mondo è aumentata da 46 a 68 anni. A livello globale, nel 2019 c’erano 703 milioni di persone di età pari o superiore a 65 anni. La regione dell’Asia orientale e sudorientale ospitava il maggior numero di anziani (261 milioni), seguita da Europa e Nord America (oltre 200 milioni).

Si prevede che nei prossimi tre decenni il numero di anziani nel mondo raddoppierà, raggiungendo oltre 1,5 miliardi di persone nel 2050.

Nell’attuale assetto sociale è facile immaginare che le figure che si prendono cura del benessere quotidiano delle persone anziane siano sempre più centrali e lo saranno sempre di più nei prossimi decenni. Selezionare operatori competenti, professionali e affidabili, alle quali affidare la cura degli affetti a noi più cari all’interno delle mura domestiche è di importanza fondamentale per conciliare le nuove esigenze di vita.

La norma UNI 11766, entrata in vigore il 12 dicembre 2019, riguarda circa due milioni di lavoratori che svolgono mansioni di familiare: colf, baby-sitter, badante. Si tratta di circa 2 milioni di lavoratori, una buona parte purtroppo non regolarizzati, che assistono persone fragili, quali anziani, bambini e disabili.

L’Italia è il primo Paese a prevedere un percorso di questo genere. Tale certificazione permette agli assistenti familiari di trovare lavoro con più facilità, oltre a ricevere una retribuzione più alta rispetto ai colleghi privi di tale documento. 

Ottenere una certificazione attendibile rappresenta, infatti, un fondamentale valore aggiunto nella ricerca del lavoro, poiché le famiglie sapranno che affidarsi a badanti certificati vorrà dire inserire all’interno della famiglia una persona con conoscenze, abilità e competenze conformi agli standard europei e verificati da un organismo terzo indipendente.

Se dolcezza, comprensione e predisposizione all’ascolto sono caratteristiche fondamentali per entrare in empatia con le persone anziane, non sono sufficienti a garantire un livello di assistenza adeguato alle aspettative dei familiari e alla dignità che va garantita alle persone più fragili.

Rivolgendosi ad un professionista certificato, la famiglia può fare affidamento su una figura le cui conoscenze sono in linea con gli standard europei e verificati da un organismo di parte terza indipendente, che ne attesta i requisiti di conoscenza, abilità e competenza.

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