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IL MERCATO DEL LAVORO: LIQUIDO E CERTIFICATO

La certificazione delle competenze assume un rilievo centrale con l’aumento delle transizioni occupazionali e del continuo mutamento dei mestieri. Nel passaggio dal vecchio diritto del lavoro al nuovo diritto del mercato del lavoro. In una fase in cui il lavoro è caratterizzato da cicli brevi dovuti anche all’introduzione di nuove tecnologie, la certificazione delle competenze può essere letta come chiave per rispondere ai repentini mutamenti del mercato del lavoro sempre più dinamico e liquido. Di conseguenza, da un lato la formazione del lavoratore diviene una leva occupazionale in grado di adeguarsi alle sempre nuove esigenze delle imprese, dall’altro il lavoratore, al centro del processo di apprendimento, deve poter dimostrare la propria professionalità in modo oggettivo e terzo. Questo processo di oggettivazione delle proprie competenze offre alla platea dei datori di lavoro la possibilità di districarsi con affidabilità ed efficacia tra i Curricula dei candidati in ambito selettivo. Quindi, un sistema di certificazione oggettivo è un ottimo strumento per ridurre al minimo il rischio di commettere degli errori in fase di ricerca di personale, aumentando al contempo le chances di riuscita di un processo di selezione.  In un momento storico in cui si tende a mettere a punto strumenti di misurazione in ambiti ambientali, finanziari e valoriali, anche il mercato per i professionisti e per gli enti di formazione è diventato più sfidante. In particolare, per i professionisti che non appartengono a ordini e collegi, non è più sufficiente attestare la propria competenza con il titolo di studio e il curriculum vitae. Le abilità acquisite mediante il percorso formativo e professionale migliorano e si trasformano, indipendentemente dalla professione svolta. L’evoluzione, per sua natura, non è mai uguale a sé stessa, proprio perché la sua essenza varia e si ramifica nel corso della carriera di ciascuno. La liquidità delle competenze richiede uno strumento con cui dimostrare al mercato il possesso e il mantenimento delle proprie competenze nel tempo che si devono saper adattare al mercato versatile in cui ci muoviamo. Tale strumento, riconosciuto nel quadro nazionale per l’autoregolamentazione delle professioni, è il certificato rilasciato da RICEC, organismo accreditato da Accredia secondo la norma ISO/IEC 17024. RICEC, ai fini del rilascio del certificato, verifica e attesta il possesso dei requisiti del professionista in base alle norme tecniche e altri documenti e regolamenti applicabili per la specifica attività.  La certificazione di terza parte assicura l’indipendenza e l’imparzialità della valutazione del professionista e ne garantisce la competenza, in quanto spinge la persona a possedere, mantenere nel tempo e migliorare con continuità le proprie conoscenze e abilità. RICEC, la certezza delle competenze!
La competenza professionale non è soltanto una condizione di prestigio, ma anche una questione di onestà. (Gaston Courtois)

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